“Le parole fanno più male delle botte” , incontro con la Senatrice, prof.ssa Elena Ferrara

Mercoledì 21 aprile , la seconda del ciclo di conferenze su tematiche relative all’educazione civica, a cura dell’Istituto Comprensivo di Govone.

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sabato, 24 aprile 2021

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“Le parole fanno più male delle botte”, incontro con la Senatrice, prof.ssa Elena Ferrara

Con l’ultimo messaggio di Carolina Picchio, “Le parole fanno più male delle botte”, quattordicenne, prima vittima nel 2013 di “cyberbullismo”, mercoledì 21 aprile si è aperta la seconda del ciclo di conferenze su tematiche relative all’educazione civica, a cura dell’Istituto Comprensivo di Govone.
A pronunciarle la sua professoressa, la senatrice Elena Ferrara, promotrice e prima firmataria della legge 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.
Nel corso dell’approfondita, efficace relazione, la prof.ssa Ferrara ha sottolineato come oggi non abbia più senso distinguere la nostra vita tra online e offline, perché i confini sono completamente saltati. Le ragazze e i ragazzi del 2021 vivono onlife in una esistenza nella quale la barriera fra reale e virtuale è caduta. Compito delle varie agenzie educative, in primis la scuola, è quello di prenderli per mano, accompagnandoli a diventare cittadini attivi e consapevoli nell’uso delle piattaforme, con dei diritti, quelli indicati nella “Dichiarazione dei diritti in Internet”, fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona, ma anche dei doveri. 

La legge 71/2017 prevede una serie di interventi e strumenti nati con l’obiettivo di dar voce alle ragazze e ai ragazzi, consolidando una rete di sostegno affinché non si sentano più soli.
Dopo l’entrata in vigore della stessa, il minore vittima di un sopruso on line oggi può segnalare in modo semplice al sito o al social media il contenuto offensivo chiedendone, nei tempi fissati dalla legge stessa, la rimozione.
Se non lo fa il gestore, dopo opportune e tempestive verifiche, lo farà il Garante della Privacy. Il “bullo cybernetico” viene convocato, insieme ai genitori, dal Questore che dà corso alla procedura di ammonimento.
Una sorta di “cartellino giallo” che può portare il minore ad essere inserito in un percorso sociale o di messa alla prova. Nel tentativo di arginare il fenomeno, ogni scuola individua tra i propri docenti un referente che, supportato da un team di insegnanti, ha il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto, mentre per il personale scolastico sono previsti corsi di formazione.
Proseguendo, la prof.ssa Ferrara ha posto l’accento sul fatto che i fenomeni legati al cyberbullismo, come quelli all’adescamento in rete, siano aumentati in maniera esponenziale durante l’emergenza legata al Covid, evidenziando come siano trasversali a tutte le fasce sociali.
Al termine la relatrice ha sottolineato come di vitale importanza l’informare, il fare prevenzione ma, soprattutto, il creare le condizioni che consentano alle ragazze e ai ragazzi di diventare attori attivi nella costruzione del processo digitale.

Prof.ssa Maria Teresa Cravanzola

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